Cho counting

cho counting

Il CHO counting o calcolo dei carboidrati nasce parallelamente alla scoperta dell'insulina (1921) quale metodo per pianificare il pasto del diabetico e determinare la dose d’insulina necessaria.
Il rapporto tra i grammi di CHO consumati e il numero delle unità di insulina necessario per metabolizzarli è calcolato su base individuale con il proprio medico dietista, in relazione al proprio peso e livello di attività fisica.

Dal 1993, riconosciuti studi accademici dimostrano l'efficacia del counting, garantendo un'ampia flessibilità nei pasti e il raggiungimento degli obiettivi glicemici prefissati.
Il principale vantaggio per il diabetico nell'utilizzo del metodo del counting è la flessibilità nella scelta dei cibi e nelle porzioni.

counting style

Sul counting si fondano non solo le diete per pazienti diabetici. Contare, ridurre, scegliere i carboidrati è la pratica raccomandata da tutte le diete e i regimi alimentari low carb.

È ormai un dato di fatto che l’obesità è associata a un eccessivo consumo di carboidrati. Un’alimentazione equilibrata, con più proteine e meno carboidrati, fornisce più rapidamente un prolungato senso di sazietà. Una dieta povera di carboidrati è inoltre una dieta ipocalorica. Dopo un pasto a base di alimenti proteici accompagnato da un’abbondante porzione di verdura non si avverte il desiderio di spuntini dolci o salati. Carboidrati come pane, riso, pasta e patate non sono alimenti che fanno in assoluto ingrassare, lo diventano quando vengono consumati in maniera eccessiva e troppo spesso.

Non occorre rinunciare a nulla, basta semplicemente ridurre le porzioni di alcune pietanze, in particolare di quelle che apportano carboidrati ad alto IG. Con il metodo low carb si possono attuare soluzioni semplici, personalizzate ed efficaci per dimagrire e mantenere il peso. Un individuo molto attivo può permettersi un sostanzioso quantitativo di carboidrati, mentre un sedentario avrà meno problemi di salute riducendone la quantità. Per sentirsi più energici e riacquistare forma è indicato nutrirsi con verdura, latticini scremati, oli di buona qualità, carni magre e pesce. Questi alimenti apportano pochi carboidrati anche se consumati in quantità. Frutta e verdura arricchiscono l’alimentazione di fibre e garantiscono una gamma completa di vitamine e minerali. Le proteine apportate da pesce, carni rosse e bianche, uova e latticini saziano molto e rendono la dieta low carb varia, piacevole e appagante.

Counting style

diventare un counter è facile!

Adottare la tecnica del counting richiede un periodo iniziale di training più impegnativo, dove si pesano e misurano le porzioni di cibo. In breve tempo la pratica diventa facile e immediata e si impara a misurare gli alimenti a occhio:

  1. Utilizzando gli stessi contenitori domestici (1 mestolo, 3 cucchiai, 1 bicchiere, 1/2 ciotola...)
  2. Porzionando gli alimenti (8 biscotti o 3 fette biscottate della stessa marca...)
  3. Misurando con il proprio corpo (1 pugno di riso, 10 ravioli, 1 palmo di carne spessa 1 dito...)

carboidrati e cho

I carboidrati sono sostanze formate da carbonio ed acqua. Hanno forma molecolare (CH2O)n e sono contenuti principalmente negli alimenti di origine vegetale.
I carboidrati sono la più comune fonte di energia negli organismi viventi, ma non sono nutrienti essenziali. Il corpo umano per un corretto funzionamento necessita infatti di una dieta bilanciata, composta da carboidrati, proteine e grassi.

I carboidrati alimentari si distinguono in semplici e complessi.

I carboidrati semplici sono gli zuccheri, glicidi o glucidi (dal greco glucos, cioè dolce). Sono zuccheri il glucosio, il fruttosio, il saccarosio, il maltosio e il lattosio e tutti sono caratterizzati da un sapore dolce.

I carboidrati complessi si trovano in abbondanza nella pasta, nel riso, nelle patate e nel pane. Sono amorfi, insapori, insolubili, con un peso molecolare molto alto e più lentamente digeriti e assimilati rispetto agli zuccheri.

Molecola

La FAO (Food and Agriculture Organization) e l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomandano di ingerire il 55-75% dell'energia totale dai carboidrati, ma solo il 10% dagli zuccheri semplici
Più del 90% di tutti i carboidrati che mangiamo sono trasformati e assimilati dal nostro corpo sottoforma di glucosio nell'arco di poche ore dopo il pasto. Il glucosio è l'unico zucchero presente nel nostro circolo ematico.

glicemia e insulina

Indice glicemico
 
Calcolo del arico glicemico

Esempio:
Se l'IG medio degli spaghetti è "57", ed il suo contenuto di carboidrati medio al secco è del 75 %,
per ottenere un piatto dal carico glicemico medio si potrà consumarne al massimo circa 40 grammi sul secco.

IG (57) x quantità di carboidrati (30 grammi su 40 di peso) / 100 = 17,1

L'indice glicemico (IG) di un alimento indica la velocità con cui aumenta la glicemia nel nostro circolo ematico in seguito all'assunzione di 50 g di carboidrati, misurando l'andamento della curva a campana a due ore dopo il pasto.
A parità di carboidrati, diversi alimenti determineranno un diverso picco glicemico.

Il solo controllo dell'indice glicemico degli alimenti non permette quindi di capire in che quantità un alimento può essere consumato al fine di evitare l'iperglicemia.

I cibi ad alto IG non sono quindi in assoluto causa di iperglicemia. L'iperglicemia dipende infatti anche dalla quantità in cui vengono assunti. Altrettanto cibi a basso IG se ingeriti in quantità eccessive possono causare iperglicemia.

Il carico glicemico è il metodo per calcolare la quantità che possiamo ingerire di un determinato cibo, sia ad alto che a basso IG, affinché si eviti il manifestarsi di iperglicemia.

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